202110.07
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Studio Tosi: la nuova biblioteca pubblica economico – giuridica a Mestre

by in news

Studio Tosi: la nuova biblioteca pubblica economico – giuridica a Mestre


Il reale sono i fatti, e all’interno della successione di accadimenti quotidiani, quasi sempre prevedibile, è eccezionale che un centro professionale di legali e commercialisti diventi una biblioteca economico – giuridica messa a disposizione del pubblico.

Infatti, se la tradizione deposita lo studio legale nella nostra memoria collettiva come il luogo dove regnano la carta ed i libri disposti secondo una precisa fenomenologia del disordine, al contrario oggi a Mestre questo si dà come il “posto” del mettere in ordine, del catalogare, dove ci si ritrova e non ci si perde, il contrario del labirinto delle citazioni latine del manzoniano azzeccagarbugli.

Infatti lo Studio del Prof. Avv. Loris Tosi in via Torino ha aperto al pubblico la ricchissima sua biblioteca, sia il settore storico sia quello contemporaneo.

È una biblioteca specializzata in tematiche economiche e giuridiche, con un catalogo che mette a disposizione la rarità del libro antico, e pertanto si offre ad un pubblico ben più vasto di quello interessato solo al sapere giuridico legato alla professione.

Aprire una biblioteca, trasformare la libreria di un professionista in un luogo pubblico di studio e di ricerca è un’avventura che affascina, soprattutto nel costruire il rapporto con l’esterno, rapporto che non era previsto ab initio.

Passare da una libreria ad una biblioteca il passo non è breve e non facile e questo passaggio lo si recupera solo interrogando le parole.

I termini sono quasi sinonimi ma vi è un solco sottile e profondo che li divide. Solco che è sottolineato dalle due opposte etimologie, biblioteca dal greco e libreria dal latino, mondi che hanno partecipato in modo diverso a far depositare il patrimonio scritto della conoscenza e della cultura in ambito occidentale.

Il termine greco rimanda al deposito enciclopedico, come le prime biblioteche ellenistiche di Alessandria ed Efeso, programmate per uso pubblico ma rivolte agli studiosi.


È il frutto fra i più sapidi della cultura legata alla città, alla vita sociale della civiltà greca.

Il termine latino rimanda alla collezione di un singolo, alla sua ricchezza privata.

Pertanto non è caratterizzata solo dal desiderio di sapere del singolo, ma per la qualità che è sottesa sia all’amore dell’oggetto in sé sia al possesso privato del libro che segna un raggiunto ruolo sociale.

Trimalcione, il vir novus per eccellenza, si vantava di possedere addirittura due librerie: una latina ed una greca.

Pertanto il passaggio tra libreria e biblioteca è un salto che comporta una diversa gestione del bene libraio, ma anche un diverso ruolo rispetto al contesto sociale: se si apre al pubblico la propria libreria, questa, diventando biblioteca, passa dal segno del mecenate romano alla disponibilità pubblica della città greca.

Ed è questo passaggio che va analizzato per comprendere il valore ed il ruolo che viene a svolgere la raccolta dei testi economico – giuridici dello Studio Tosi, che oggi si è trasformata da libreria in biblioteca e che passa da essere da “sudate carte” del singolo a patrimonio a disposizione del pubblico.

La tradizione europea è ricca di esempi di librerie private che si trasformano in biblioteche pubbliche.

Nel dominio veneziano, che fu una repubblica che volle la Biblioteca Marciana in Piazza San Marco, elevandola, insieme alla Zecca ed al PalazzoDucale, ad una delle funzioni pilastro del suo essere stato, vennero costituite innumerevoli biblioteche pubbliche, partendo da fondi privati donati come le loro denominazioni sottendono, la Querini di Brescia, la Bertoldiana di Vicenza, ecc.

La stessa Biblioteca Marciana nasce da un fondo privato, quello del Cardinale Bessarione, che portò da Costantinopoli a Venezia parte della sua libreria personale.

Anche se la quantità non è la caratteristica specifica di una libreria specializzata, comunque quella trasformata in biblioteca pubblica dallo Studio Tosi vanta oggi circa seimila volumi in materie economico – giuridiche ed è divisa in due, sezione storica e contemporanea.


Per la sezione storica, l’accesso necessita di una preventiva richiesta al personale addetto e di alcuni accorgimenti per la lettura.

La biblioteca dello Studio Tosi si fonde su due date. Nasce, infatti, nel 1980 come centro di testi specializzati in appoggio allo studio professionale e dal 2008 sviluppa, su una base esistente inizialmente amatoriale, un piano sistematico di acquisti di testi antichi su tutto l’arco storico della produzione editoriale, dal XVI secolo fino alla metà dell’Ottocento, con pubblicazioni specificatamente rivolte a tematiche economiche e giuridiche.

La sezione contemporanea copre quasi tutti i rami dell’ordinamento, presenta un numero elevato di enciclopedie giuridiche continuamente aggiornate, comprende manuali di diritto tributario, commerciale, economico ed aziendale.

Conserva una estesa banca dati ed è onnicomprensiva sulle riviste attinenti alle attività professionale di uno studio legale.

Per quanto riguarda tutto il Novecento, in materia tributaria, è da considerarsi più ampia di quella di numerose facoltà universitarie e per il primo Novecento si può affermare che l’aspetto legato alla dottrina sia esaustivo.

Ma è ovviamente la parte storica che la della biblioteca dello Studio Tosi un luogo privilegiato.

Le pubblicazioni, in materia economico – giuridica, relative al secolo XVI sono nove e partono dal 1553 con un testo veneziano di Ottaviano Vestri coi tipi di Michele Tramenzino, relativo al giureconsulto Jacopo Palla del foro romano.

I testi cinquecenteschi sono quasi tutti editi a Venezia. Fra le opere non veneziane spiccano i Commentari di G. Cagnoli editi dagli eredi di Giacomo Giunti a Lugano.

Il secolo XVII è coperto da una ventina di opere edite prevalentemente a Venezia, ma con presenze preziose di testi genovesi e svizzeri, e un testo di Ugo Grotio pubblicato nel 1689 ad Amsterdam da Janssonio Waesbergiorum.



Il corpus settecentesco è ricco di circa cinquanta testi ancora prevalentemente veneziani, anche se più ricco diventa l’apporto delle pubblicazioni italiane e straniere.

Ovviamente è la prima metà del XIX secolo che comprende la maggior parte dei titoli storici, che si conclude con la collezione completa di XII tomi relativa alle analisi del Codice Civile del Consiglio di Francia, edita da Sforzogno-Berti nel 1856, con cui si entra nel settore contemporaneo.


Prof. Arch. Francesco Amendolagine