STUDIO LEGALE TRIBUTARIO

PROF. AVV. LORIS TOSI

NEWSLETTER N.6

24 June 2021

WEBINAR TERZO SETTORE 3 INCONTRO

CIRCOLARE N. 6 – 2021

  

CICLO DI WEBINAR «ENTI NO PROFIT E LA RIFORMA DEL TERZO SETTORE».

IMPRESE SOCIALI E COOPERATIVE SOCIALI.

 

Giovedì 17 giugno 2021 si è tenuto il terzo incontro del ciclo di webinar «Enti no Profit e la Riforma del Terzo Settore», organizzato da Studio Tosi, in collaborazione con Codess Sociale e Kairosforma e con la partecipazione di Cattolica Assicurazioni.

In questo incontro sono state individuate le novità di interesse per le imprese sociali e le cooperative sociali. Inoltre, gli esperti di Cattolica Assicurazioni hanno illustrato le problematiche relative all’assicurazione di responsabilità civile verso prestatori di lavoro.

Negli scorsi incontri, in materia assicurativa, si è discusso di assicurazione obbligatoria di responsabilità civile terzi e di copertura obbligatoria infortuni.

Di seguito si riepilogano i contenuti degli interventi, dei quali è possibile richiedere la registrazione integrale e il relativo materiale didattico scrivendo alla mail terzosettore@studiotosi.com.

 

Le imprese sociali

La recente riforma del Terzo Settore ha riservato alle imprese sociali un intero corpo normativo, il D.Lgs. n. 112/2017, entrato in vigore, parzialmente, il 20 luglio 2017. Ai sensi dell’art. 1 del D.Lgs. n. 112/2017, tutti gli enti già costituiti o di nuova costituzione, a prescindere dalla loro tipologia giuridica – fatta eccezione per le società a socio unico e le amministrazioni pubbliche – possono ottenere la qualifica di impresa sociale qualora esercitino «in via stabile e principale un’attività di impresa di interesse generale, senza scopo di lucro e per finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale».

In qualità di soggetti esercenti attività d’impresa, le imprese sociali hanno obbligo di iscrizione al registro delle imprese. Tale iscrizione è sufficiente per ottenere anche l’iscrizione al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore, nella sezione riservata alle imprese sociali. Esse, perciò, sono a tutti gli effetti Enti del Terzo Settore.

Le «attività d’impresa di interesse generale» che le imprese sociali possono svolgere sono individuate nell’art. 2 del D.Lgs. n. 112/2017 e sono aumentate a seguito della riforma.

Per acquisire la qualifica di impresa sociale, è necessario che almeno il settanta per cento dei ricavi dell’ente derivi dall’esercizio di una delle attività indicate nell’articolo 2 del D.Lgs. n. 112/2017. Non è escluso, quindi, che l’ente possa svolgere anche altre tipologie di attività, diverse da quelle indicate nell’articolo 2, nel limite del trenta per cento dei propri ricavi.

È possibile superare il suddetto limite di ricavi solo nel caso in cui l’ente svolga altre attività, diverse dalle «attività d’impresa di interesse generale», con il coinvolgimento di lavoratori svantaggiati o con disabilità.

Ai sensi dell’articolo 3 del D.Lgs. n. 112/2017, le imprese sociali non possono distribuire utili, anche in forma indiretta, e hanno l’obbligo di destinare gli eventuali avanzi di gestione allo svolgimento dell’attività statutaria.

Tuttavia, il terzo comma dell’articolo 3, D.Lgs. n. 112/2017, ammette la possibilità di destinare una quota inferiore al cinquanta per cento degli utili annuali ad aumento gratuito del capitale o ad erogazione gratuita in favore di altri Enti del Terzo Settore, diversi dalle imprese sociali.

Ai ricavi realizzati dalle imprese sociali si applica il regime di tassazione previsto per la specifica tipologia giuridica di ente. Ciononostante, un’importante novità della nuova riforma è la non imponibilità delle somme destinate all’attività ispettiva del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali e di quelle accantonate in apposita riserva e destinate all’attività statutaria o all’incremento del patrimonio (art. 18, comma 1, D.Lgs. n. 112/2017).

Infine, la nuova disciplina ha introdotto alcune misure incentivanti per l’investimento in imprese sociali. In particolare, l’art. 18, D.Lgs. n. 112/2017, ammette la detraibilità, in caso di persone fisiche, e la deducibilità, per i soggetti IRES, nei limiti del trenta per cento, delle somme investite in imprese sociali che hanno ottenuto la qualifica da non più di cinque anni.

 

Le cooperative sociali

Le cooperative sociali sono una speciale tipologia di cooperativa, disciplinata dalla Legge n. 381/1991, con lo «scopo di perseguire l’interesse generale della comunità alla promozione umana e all’integrazione sociale dei cittadini attraverso:

  1. la gestione di servizio socio sanitari ed educativi (cooperative sociali di tipo A);
  2. lo svolgimento di attività diverse – agricole, industriali, commerciali o di servizi – finalizzate all’inserimento lavorativo di persone svantaggiate (cooperative sociali di tipo B) (art. 1, L. n. 381/1991).

Fino ad oggi, le cooperative sociali beneficiavano di diritto del regime fiscale di favore riservato alle ONLUS. La recente riforma del Terzo Settore, che ha abrogato la disciplina delle ONLUS, attribuisce di diritto alle cooperative sociali la qualifica di imprese sociali e, quindi, di Ente del Terzo Settore (art. 1, comma 4, D.Lgs. n. 112/2017).

Per l’acquisizione di tale qualifica, non è necessario che le cooperative sociali soddisfino i requisiti statutari stabiliti dalla riforma. Esse, perciò, non sono obbligate ad effettuare alcuna modifica statutaria, diversamente dalle altre tipologie di enti.

Infatti, la nuova disciplina del Terzo Settore (Decreti legislativi n. 112/2017 e 117/2017) si applica alle cooperative sociali «nel rispetto della normativa specifica delle cooperative ed in quanto compatibili» (art. 1, comma 4, D.Lgs. n. 112/2017).

Pertanto, per le cooperative sociali, la normativa di riferimento rimane la Legge n. 381/1991 e il rispetto di tale disciplina è sufficiente per acquisire la qualifica di impresa sociale.

Nondimeno, la riforma ha apportato alcune modifiche alla disciplina vigente. In particolare, l’art. 17 del D.Lgs. n. 112/2017 ha aumentato le attività che le cooperative sociali possono svolgere e il successivo art. 18 prevede la totale detassazione degli utili realizzati dalle imprese sociali. Di conseguenza, gli utili realizzati dalle cooperative sociali, che prima erano detassati in misura percentuale, ora sono totalmente non imponibili.

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Nei prossimi incontri parleremo di:

  • Giovedì 24 giugno 2021: Enti ecclesiastici ed ex Ipab
  • Giovedì 1° luglio 2021: A.S.D. ed Enti Culturali

 

Lo Studio è a disposizione per ogni chiarimento.

Dott. Comm. Lucrezia Mazzonetto (lucreziamazzonetto@studiotosi.com)