STUDIO LEGALE TRIBUTARIO

PROF. AVV. LORIS TOSI

NEWSLETTER N.9

19 July 2021

CICLO DI WEBINAR «ENTI NO PROFIT E LA RIFORMA DEL TERZO SETTORE». ENTI RELIGIOSI ed IPAB.

Giovedì 24 giugno 2021 si è tenuto il quarto incontro del ciclo di webinar «Enti no Profit e la Riforma del Terzo Settore», organizzato da Studio Tosi, in collaborazione con Codess Sociale e Kairosforma e con la partecipazione di Cattolica Assicurazioni.

In questo incontro sono state individuate le novità di interesse per gli enti religiosi e per le IPAB. Inoltre, gli esperti di Cattolica Assicurazioni hanno illustrato le problematiche relative all’assicurazione di responsabilità civile patrimoniale degli Amministratori.

Di seguito si riepilogano i contenuti degli interventi, dei quali è possibile richiedere la registrazione integrale e il relativo materiale didattico scrivendo alla mail terzosettore@studiotosi.com.

 

Gli enti religiosi

La recente riforma del Terzo Settore ha interessato anche gli enti religiosi civilisticamente riconosciuti, senza distinguere le confessioni religiose che hanno stipulato intese con lo Stato e le confessioni che attualmente ne sono prive (art. 4, co. 3, D.lgs. n. 117/2017 – per la generalità di ETS – e art. 1, co. 3, D.lgs. n. 112/2017 – per le imprese sociali).

In particolare, gli enti religiosi civilisticamente riconosciuti potranno accedere alla nuova disciplina, limitatamente allo svolgimento di attività diverse da quelle di religione e di culto. A tal fine, sarà possibile scegliere tra la costituzione di un nuovo ente o la creazione di un ramo separato di attività dell’ente già esistente. In entrambi i casi, il soggetto che svolge tali attività dovrà acquisire la qualifica di Ente del Terzo Settore e, qualora sussistano i requisiti, di impresa sociale.

Le attività svolte, diverse da quelle di religione e di culto, dovranno rientrare tra le attività di interesse generale individuate dall’art. 5 del Codice del Terzo Settore o, per le imprese sociali, tra le attività di impresa di interesse generale ex art. 2, D.Lgs. 112/2017.

Le attività suddette, qualora l’ente religioso aderisca alla nuova disciplina, dovranno essere indicate in un apposito regolamento, predisposto per atto pubblico o scrittura privata autenticata e depositato presso il Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (o presso il registro delle imprese, in caso di impresa sociale).

Il contenuto di tale regolamento è stato individuato dal Decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali n. 106 del 15 settembre 2020.

Tuttavia, oltre al regolamento anzidetto, per gli enti religiosi che decideranno di aderire alla nuova disciplina creando un ramo separato di attività, dovranno sussistere altri due requisiti: la costituzione di un patrimonio destinato e la predisposizione di scritture contabili separate per la rendicontazione delle attività diverse da quelle di religione e di culto.

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Le IPAB

Le IPAB (Istituzioni pubbliche di assistenza e beneficienza) furono inizialmente disciplinate dal Regio Decreto n. 6972 del 17 luglio 1890 (“Legge Crispi”). La Corte Costituzionale, nelle sentenze n. 173/1991 e n. 396/1988, sancì che tale disciplina violava il principio di libertà dell’assistenza privata, sancito dall’art. 38 della nostra Costituzione.

Per questo motivo, alle suddette sentenze hanno fatto seguito la Legge n. 328 dell’8 novembre 2000 e il D.Lgs. n. 207 del 4 maggio 2001, con l’obiettivo di riordinare la disciplina delle esistenti IPAB e, più in generale, di depubblicizzazione dell’attività di assistenza e beneficienza.

Oggi, le precedenti IPAB possono assumere la forma giuridica di diritto privato di associazione o fondazione o, in alternativa, la forma giuridica di diritto pubblico di Azienda Pubblica di Servizi alla persona (ASP). In entrambi i casi, l’ente ha l’obbligo di mantenere la personalità giuridica.

La recente riforma del Terzo Settore ha coinvolto anche tali enti. In particolare, pur essendo presente una forma di controllo pubblico, ai sensi dell’art. 4, comma 2, D.Lgs. 117/2017 (per la generalità di ETS) e dell’art. 4, comma 3, D.Lgs. 112/2017 (per le imprese sociali), le associazioni o fondazioni di diritto privato ex IPAB possono accedere alla nuova disciplina «in quanto la nomina da parte della pubblica amministrazione degli amministratori di tali enti si configura come mera designazione, intesa come espressione della rappresentanza della cittadinanza, e non si configura quindi mandato fiduciario con rappresentanza, sicché è sempre esclusa qualsiasi forma di controllo da parte di quest’ultima».

Inoltre, in materia fiscale, l’art. 79, comma 3, lett. b-bis, D.Lgs. 117/2017 prevede la decommercializzazione ex lege delle attività svolte dalle suddette tipologie di enti «a condizione che gli utili siano interamente reinvestiti nelle attività di natura sanitaria o socio-sanitaria e che non sia deliberato alcun compenso a favore degli organi amministrativi».

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Lo Studio è a disposizione per ogni chiarimento.

Dott. Comm. Lucrezia Mazzonetto (lucreziamazzonetto@studiotosi.com)