STUDIO LEGALE TRIBUTARIO

PROF. AVV. LORIS TOSI

NEWSLETTER N.8

19 July 2021

AUTORIZZAZIONE DEL “DESTINATARIO REGISTRATO” E DEL “TRADER” IN CASO DI “VIOLAZIONI TRIBUTARIE GRAVI E RIPETUTE…”: LEGITTIMA REVOCA O SOSPENSIONE?

Ai sensi dell’art. 1, lett. l), del D.Lgs. 504/1995 (TUA), per “destinatario registrato” si intende la persona fisica o giuridica, diversa dal titolare di deposito fiscale, autorizzata dall’Amministrazione finanziaria a ricevere, nell’esercizio della sua attività economica, prodotti sottoposti ad accisa in regime sospensivo, provenienti da un altro Stato membro o dal territorio dello Stato.

L’art. 8 del TUA prevede che il soggetto che intende operare come “destinatario registrato” è preventivamente autorizzato dall’Amministrazione finanziaria competente. L’autorizzazione, valida fino a revoca, è rilasciata in considerazione dell’attività svolta dal soggetto presso il proprio deposito.

Il legislatore, per individuare i presupposti della revoca e della sospensione di tale autorizzazione, ha fatto riferimento, esclusivamente ed espressamente, alle sole previsioni dei commi 8 e 9 dell’art. 23 del TUA.

Non è contemplata, quindi, l’ipotesi di commissione di «violazioni gravi e ripetute, per loro natura od entità, alle disposizioni che disciplinano l’accisa, l’imposta sul valore aggiunto e i tributi doganali, in relazione alle quali siano state contestate sanzioni amministrative nell’ultimo quinquennio» (che si rinviene, invece, nel comma 6 del menzionato art. 23).

Più in generale, deve ritenersi che la disciplina della revoca e della sospensione dell’autorizzazione del “destinatario registrato”, nelle intenzioni del legislatore, abbia natura eccezionale, sicché simili provvedimenti possono essere disposti solo per i casi espressamente previsti (c.d. carattere vincolato). Conseguentemente, l’applicazione della revoca o della sospensione dell’autorizzazione, al di fuori dei casi previsti dalla legge, finirebbe per stravolgere la razionalità e proporzionalità dell’impianto sanzionatorio vigente. Tale orientamento, peraltro, pare trovare conforto nelle recenti pronunce della giurisprudenza amministrativa (TAR).

 

Diverso è il caso dell’autorizzazione ad operare come “trader” ai sensi del comma 945 della L. 205/2017. Il “trader” è il soggetto economico operante nella commercializzazione di prodotti petroliferi all’ingrosso che si avvale del deposito di terzi.

Ai sensi del comma 949, ultimo periodo, della menzionata L. 205/2017, difatti, è previsto che «l’autorizzazione è sempre sospesa dall’Agenzia delle dogane e dei

 

monopoli, anche su segnalazione dell’Agenzia delle entrate, qualora il soggetto autorizzato di cui al comma 945 sia incorso in violazioni gravi degli obblighi stabiliti in materia di IVA.

A tal proposito, però, non si può trascurare che le norme debbono essere interprete conformemente ai principi anche costituzionali e, comunque, di derivazione comunitaria, di non colpevolezza, di ragionevolezza, di tutela dell’iniziativa economica, e di proporzionalità, posto che un’attività non può essere pregiudicata sulla base di un accertamento non definitivo (e, magari, neppure sottoposto al vaglio giudiziale).

Inoltre – sempre da un punto di vista sistematico – merita particolare attenzione anche il profilo della gradazione della sanzione. In questo senso, ritenere che l’ultimo periodo del comma 949 sia applicabile a seguito del semplice accertamento di presunte violazioni da parte dell’Amministrazione finanziaria condurrebbe a delle conclusioni paradossali e incompatibili con l’Ordinamento.

 

In definitiva, mentre, nel caso del “destinatario registrato”, la commissione di violazioni tributarie, ancorché gravi e ripetute, non configura mai presupposto per la revoca o la sospensione dell’autorizzazione, nel diverso caso del “trader”, a fronte di violazioni gravi della normativa fiscale, la sospensione dell’autorizzazione è espressamente prevista dal legislatore. Tuttavia, in tale ipotesi, ragioni di ordine sistematico conducono a ritenere che il provvedimento della sospensione dovrebbe comunque essere subordinato alla definitività o, quantomeno, ad un accertamento giudiziale (di primo grado) delle violazioni contestate.

 

Lo Studio è a disposizione per ogni chiarimento.

Dott. Comm. Marco Spadotto (marcospadotto@studiotosi.com)