STUDIO LEGALE TRIBUTARIO

PROF. AVV. LORIS TOSI

NEWSLETTER N.3-2018

14 December 2018

Con l’ordinanza n. 22855 del 26 settembre 2018, la Corte di Cassazione ha ribadito che l’art. 90, comma 8, della Legge n. 289/2002 introduce una presunzione legale assoluta di deducibilità delle spese di sponsorizzazione – per complessivi 200.000,00 Euro all’anno – a favore delle associazioni sportive dilettantistiche, risultando del tutto irrilevante qualsivoglia valutazione in termini di inerenza e di congruità dei costi dedotti dal reddito d’impresa.

Il ricorso del contribuente è stato accolto, con condanna della controricorrente Agenzia delle Entrate al pagamento delle spese di giudizio, richiamando il «consolidato principio giurisprudenziale secondo cui “in tema di detrazioni fiscali, le spese di sponsorizzazione di cui alla L. n. 289 del 2002, art. 90, comma 8, sono assistite da una “presunzione legale assoluta” circa la loro natura pubblicitaria, e non di rappresentanza a condizione che: a) il soggetto sponsorizzato sia una compagine sportiva dilettantistica; b) sia rispettato il limite quantitativo di spesa; c) la sponsorizzazione miri a promuovere l’immagine ed i prodotti dello sponsor; d) il soggetto sponsorizzato abbia effettivamente posto in essere una specifica attività promozionale” (Cass. n. 14232 del 2017), “senza che rilevino, pertanto, requisiti ulteriori” (Cass. n. 8981 del 2017; v., altresì, Cass. n. 7202 del 2017 e nn. 1420 e 13508 del 2018)». In particolare, «la CTR non si è attenuta al suddetto principio là dove ha escluso la deducibilità delle spese di sponsorizzazione documentate dalla società contribuente, di importo inferiore a quello massimo previsto dal citato art. 90, sulla base di valutazioni circa l’inerenza e la congruità di quei costi, del tutto irrilevanti».

In generale, la deduzione di tali costi viene contestata dall’Amministrazione finanziaria accampando che:

–   l’art. 90, comma 8, della Legge n. 289/2002 qualifica solamente come spese di pubblicità le somme erogate dalle aziende in favore di società e associazioni sportive dilettantistiche. Di conseguenza, i costi dedotti possono essere ritenuti non inerenti all’attività d’impresa perché troppo elevati;

–   la forma pubblicitaria utilizzata non si rivolge alla clientela dell’impresa sponsor. Quindi, i destinatari delle sponsorizzazioni rimangono indifferenti al messaggio pubblicitario non sussistendo una diretta correlazione tra attività d’impresa e la potenziale clientela dello sponsor;

–   l’antieconomicità della spesa basata sul raffronto tra il corrispettivo pagato dal contribuente e le spese sostenute da altri contribuenti per analoghi servizi di sponsorizzazione;

–   assenza di collegamento diretto (rapporto di causa ed effetto) tra i costi sostenuti e la produzione di reddito (crescita del fatturato) del soggetto sponsor.

Si ritiene che simili contestazioni non abbiano più motivo di sussistere in quanto la presunzione assoluta (ex art. 90, comma 8, Legge n. 289/2002) ha introdotto nel nostro ordinamento una sorta di “zona franca” per il contribuente, il quale è sempre legittimato a dedurre dal reddito d’impresa le spese di sponsorizzazione – entro la soglia di 200.000,00 Euro annui – a favore delle società e associazioni sportive dilettantistiche.

Tuttavia, è necessario dimostrare il pieno rispetto delle condizioni poste dalla suddetta norma, vale a dire:

  • il soggetto sponsorizzato deve essere una società o un’associazione sportiva dilettantistica (iscritta al CONI);
  • il totale dei corrispettivi pagati non deve superare il limite annuo di 200.000,00 Euro (mediante produzione delle fatture passive registrate e dei relativi mezzi di pagamento);
  • la società o l’associazione sportiva dilettantistica deve aver svolto una specifica attività diretta a promuovere l’immagine o i prodotti dello sponsor. A tal fine, è necessario stipulare un contratto ove stabilire in modo dettagliato le modalità di attuazione del messaggio pubblicitario e gli obblighi delle parti contraenti. Inoltre, deve essere accuratamente raccolto e conservato tutto il materiale pubblicitario a dimostrazione dell’effettività delle sponsorizzazioni pattuite (foto, video, locandine, calendari, depliant e opuscoli pubblicitari, gadget, striscioni sul campo da gioco, scritte e marchi sull’abbigliamento sportivo, passaggi televisivi, inserzioni e foto su giornali/riviste, ecc.).

Lo Studio è a disposizione per ogni chiarimento.

Dott. Comm. Massimo Biancon (massimobiancon@studiotosi.com)